La kotlovina di Samobor

La kotlovina di Samobor

Grandi padelle dai bordi slargati, talvolta addirittura dal diametro di due metri, vengono poste su fornelli che, normalmente, non sono altro che caldaie metalliche riadattate. Nello Zagorje, nel Prigorje, a Zagabria, ma, soprattutto, a Samobor, questo strumento gastronomico, che si chiama kotlovina, segno d’allegria, di felicità e di piaceri culinari. Ogni raggruppamento di persone all’aperto un’occasione per la kotlovina.

 

La ricetta di base semplice e molto rustica. Le zampette di maiale si friggono, o meglio, si sciolgono nel padellone, più frequentemente con cipolla tagliata a fette. Prima vengono innaffiate con acqua, poi con vino. Su questa base, poi, vengono posti i pezzi di carne, più frequentemente le cotolette di maiale. Il segreto di un buon sapore sta nella cottura lenta, in totale contrasto con la grigliata fugace.

 

Le ricette per la kotlovina sono molto varie e, al contrario della sua semplice base, molto complesse. Per quel che riguarda la carne, s’utilizzano varie salsicce, pollo, vitello, manzo, ed anche selvaggina. Tutte le verdure a radice, i pomodori, i peperoni, le melanzane e, persino, i fagioli novelli o quelli lessi, fanno la loro comparsa nelle kotlovine. La patata serve per assorbire tutti i succhi ed anche i funghi vi fanno la loro apparizione, per rendere la ricchezza del gusto ancora più interessante. Quando si esagera in questa eccessiva varietà, gli intenditori fanno ritorno alla kotlovina rustica originaria di Samobor.